La mela
Paolo Ursaia
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Creammo la notte
solco profondo in cui nasconderci,
è pauroso mostrarsi
senza ombre né dubbi;
nella nebbia
d'un pugno di fango
gettato nell'acqua chiara
rendemmo confuso
ciò che era limpido
perché non sosteniamo
un limpido profilo senza inganni
che racconti tutto noi stessi.
Tranquillizza ritener l'uomo
fondamentalmente un coglione
e la donna generalmente
una poco di buono;
generalizzazione che dà sicurezza
e scompare l'obbligo dell'impegno;
povero me
sono una mela liscia.
©
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L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (1)
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Marinella Fois14 gennaio 2017
creammo la notte per nasconderci... penso che l'autore del testo... voglia raccontare la gente... di come si nasconda dietro a paravent, i piuttosto che affrontarli...

