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Natura 3 ottobre 2016 · lettura 1 min · 4842 letture

Gaia e i dubbi del suo essere

Peppe Cassese 2167 poesie pubblicate
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E’ tutta ciccia e brufoli alquanto consumata ma gode nel sembrare la donna più quotata. Sperduta nel suo essere ambulante si guarda intorno certa di piacere e naviga nel tempo e ad ogni istante si attarda a rotolare con mestiere e anche se il suo abito è sdrucito lo indossa con orgoglio indefinito. Sul trono della storia lei cerca una ragione e il cuore canterino le scrive un'ovazione. Regina della vita il suo domani è scritto ancora in bianco tra le stelle e il suo inventore tempi non lontani le brucerà la faccia e pur la pelle del volto che segnato dal progresso un giorno muterà financo il sesso. Il tutto è ormai deciso e Gaia la sorprendente ci indicherà il traguardo che taglierà vincente. Madre coi suoi pargoli in gramaglie sopporta integralmente il folle volo e stende all'aria franche le tovaglie che l’uomo senza tema ha preso a nolo ma ha la certezza di trovare il porto del sole che dà luce al Dio risorto.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Scritta intenzionalmente e alternativamente con strofe di otto ed undici sillabe per dare il senso del movimento della terra medesima; ogni ottonario serve da introduzione a quelle in endecasillabi. Ha ottenuto il primo posto, nella categpria Natura, al concorso Scrivere 2016.

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Peppe Cassese
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Commenti (2)

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Bartolomeo Errera3 ottobre 2016

Siamo abituati ai versi sciolti e pochi ancora scrivono in versi. In questa poesia l'autore ha dato sfoggio della sua abilità e bravura. Quartine in versi alterni con distico baciato finale. Il tutto per una fruizione estetica del testo. Testo che si mostra sfacciato, irriverente nelle considerazioni e nella visione della nostra terra. Ma è questo suo ardire che fa grande la poesia. L'autore ha saputo cogliere, in maniera diretta e con le giuste metafore le colpe dell'umanità. "Anche se il suo abito è sdrucito lo indossa con orgoglio... le brucerà la faccia e pur la pelle." Benché l'uomo si impegni a distruggere la sua terra, Gaia (bellissimo l'uso del sinonimo, che indica gioia, bellezza) ci indicherà la strada e la meta da raggiungere.

Angela Schembri3 ottobre 2016

Una poesia meravigliosa dedicata alla Natura madre terra dai versi intessuti di mitologia, fantasia ed attualità. Gaia, chiamata nella mitologia greca anche Gea o Tellus e nata da Caos e Tenebre ha dato origine a Cielo e Mare. "Regina della vita, il suo domani" così la definisce con giusta importanza il bravo autore poeta con parole che appassionano, incantano e si fanno leggere con piacere nei versi dallo stile unico e sempre molto originale. La bellezza delle immagini descrittive e delle metafore forgia un'opera completa. Un meritato applauso!