Nel cimitero d’agosto
Brucia l’agosto di calore
e dai prati sale l’acre sentore
di terra riarsa ed erba
ingiallita e morta.
Un amaro frinire di cicale
taglia l’aria rovente - un grido -
che il silenzio frantuma.
Accecati dal sole,
brillano i marmi, nudi di corolle
di lumini svuotati e spenti.
Senza pietà è il tempo
che tesse ragnatele di abbandono
sui sorrisi di porcellana.
Breve è il tempo dell’addio,
troppo in fretta dimentica - l’Amore -.
Eterno resta solamente - forse
il ricordo d’un fugace momento
che sapeva di sole,
che sapeva di mare
di promesse e giuramenti
di notti d’agosto al chiaro di stelle,
che non tornerà, non tornerà mai più.
E restano - orfani e soli -
i sorrisi di porcellana
a sbiadire nel sole,
d’un agosto rovente.
©
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L'autore
Franca Canfora
Difficile parlare di me, dirvi chi sono con poche parole. Franca in fondo è solo una semplice sognatrice, per la quale la poesia è passione, voglia di raccontare emozioni, gioie, dolori, ma anche cura dell’anima. Per questo lascio aperta la porta del cuore, lasciando che a parlare sia proprio lui, il centro del mio mon
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