Una domanda alla nebbia

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Una descrizione della nebbia con nitide immagini invece. La nebbia porta ad incurvarci, una forma di introspezione soggiunge. La ricerca del sole che possa restituire forme regolari alle cose all'anima. Bella anche la chiusa, molto significativa la dimanda che l'autrice si pone. Ottimo lavoro, complimenti
Forse, come canta Gianni Morandi, la poesia in versi liberi "una (volta) su mille ce la fa", ma, quando ce la fa, prevale anche sulla migliore poesia classica. Quando leggo un componimento "moderno" come questo, ne resto affascinato. La poetessa è stata capace di descrivere minuziosamente e con attento "impressionismo" (un po' come, in pittura, fece Claude Monet con le sue famose quattro versioni della cattedrale di Rouen) gli effetti che la nebbia produce sull'ambiente (l'incantevole ambiente del Matese, in questo caso) e nell'intimo delle persone nei vari momenti di una mattinata. Quando i versi liberi sono usati così, non c'è che da inchinarsi davanti alla bravura di chi li ha scritti!
La nebbia che tutto avvolge e tutto inghiotte, tranne l'anima ribelle di chi l'osserva con sguardo minuzioso a cogliere quello che vi è oltre questa "barriera di fumo".


