Artificiali
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A volte i migliori poeti sono quelli che non credono di esserlo, quelli che si ritengono magari troppo freddi. E' il caso dell'Amaddeo: sarà pure, questa sua, una poesia fredda, ma come egli sa leggere lucidamente in un futuro neppur troppo lontano (ed io sono in sintonia con lui)! In una delle sue ultime (e per me più belle) poesie, "Laggiù", del 1969, Eugenio Montale aveva scritto qualcosa di simile, giocando col nome del cane San Bernardo: "La terra sarà sorvegliata / da piattaforme astrali (...) Sperare - flatus vocis non compreso / da nessuno / Il Creatore avrà poco da fare / se n'ebbe / I santi poi bisognerà cercarli / tra i cani / Gli angeli resteranno / inespungibili refusi" .
L'autore scrive che questa è una fredda poesia, non sono d'accordo, ho trovato più calore in questi versi che in centinaia di scritti calcolati...
L' autore di questa bella poesia rappresenta una realtà, ormai alle porte, in cui il cuore ed i sentimenti sono morti, sono niente; dove l'uomo sarà robotizzato, artificiale, finto. Quel che sarà lo vedremo ma, intanto, la sua denuncia forte e decisa scaturisce dall'amarezza profonda e condivisa per la piega decisa verso lo sfascio totale. Speriamo in meglio, ma intanto al poeta che ci apre gli occhi. Molto piaciuta.

