De piel y olvido

Deshabité la piel que abrazaba los huesos,
sombra humeante de mis últimos restos
arrojados al páramo del olvido.
.
Cenizas confusas sacudían su polvo
de días errantes y gitanos,
persiguiendo un querer
que quedó inerme en brazos vencidos.
.
- O, mejor aún -
.
Me quedé en fonetismos mudos,
aferrada a un incierto después
mientras urdía vanos razonamientos.
.
Y alzáronse cenizas en vuelo,
sepultando bajo su manto gris
los postreros vestigios de un sentir.
.
¡Y me recibió el destierro!
.
DI PELLE E OBLIO
.
Disabitai la pelle che abbracciava le ossa,
ombra fumante dei miei ultimi resti
gettati nel deserto dell’oblio.
.
Ceneri confuse scuotevano la polvere
di giorni erranti e gitani,
dietro un volere rimasto inerme
in braccia disfatte.
- O, meglio ancora -
.
Rimasi in fonetismi muti,
aggrappata a un dopo incerto
mentre ordivo vani ragionamenti.
.
E le ceneri s’innalzarono in volo,
seppellendo sotto il loro manto grigio
gli estremi vestigi d’un sentire.
.
E mi accolse l’esilio!
©
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L'autore
Arelys Agostini
Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel
Commenti (1)
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Gaia22 Tiziana Porcelli19 ottobre 2016
Non conosco molto bene lo spagnolo ma se ho ben compreso il senso dei versi, tradotti aiutandomi anche con un traduttore online, ho percepito tanto dolore e una sorta anche di rassegnazione, di accettazione di quel che oggi è... Letta con interesse e vivo apprezzamento.
