L'immenso che non c'È
Carlo Sorgia
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Barche di pescatori in rada
dopo lungo periglio
cercano ristoro
come i gabbiani
affannnati sulle reti
appoggiate sul fondo.
Fantasmi dell'anima
sotto un cupo cielo
d'autunno.
Volano pensieri
sopra la voce del mare
che urla senza pace
cercando l'immenso
che non c'è.
©
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L'autore
Carlo Sorgia
Molto impegnato nel lavoro, mi sono avvicinato alla poesia in maniera sistematica solo di recente. Attratto da tutte le forme di creatività, nessuna esclusa, scrivere credo completi questa mia voglia di esprimermi, la pittura mi completa. La mattina al risveglio mi meraviglio ancora e mi stupisco per i colori e i p
Commenti (1)
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Anna Maria Cherchi23 ottobre 2016
Le vecchie barche, simili all'uomo alla fine delle umane fatiche, riposano, non del tutto appagate, così come l’ anima s’adagia appesantita dai pensieri, che aleggiano sulla voce del mare, e sembrano non trovare pace. Il poeta dipinge coi versi, crea quadri che prendono vita attraverso le sue parole. Molto bella

