Ancora muri
Alberto De Matteis è nato il 18 febbraio 1940 a Pisignano (frazione di Vernole, provincia di Lecce), piccolo centro, ricco di memorie storiche, artistiche ed umane, situato a poche miglia dal capoluogo e dall’incantevole ed accogliente mare del Salento. Al termine delle scuole elementari e medie, ha frequentato il gin
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Molto bella e incisiva. Complimenti e saluti! (Ela Gentile)
Commenti (11)
E' vero che i muri dividono e separano, ma nel pensiero di chi alza quei muri c'è già separazione fuori e dentro quei cuori sordi a qualsiasi invocazione. Bella riflessione.
Troppi muri si alzano, muri che dividono i pensieri, le menti e portano all'incomprensione e alla distruzione. Riflessione profonda e condivisa.
solo il pensiero non innalza muri... terzine meravigliose che solo il poeta con la sua bravura ci può regalare il mio elogio sincero
Se ognuno di noi dovesse circondare la casa con un muro saremmo tutti chiusi come in carcere. Speriamo che questa odiosa 'moda' finisca al più presto. Bravo-
Non solo una riflessione ma anche rabbia e ribellione in questa splendida lirica che fa da monito e da remissione alla severità divina, che necessita. Vibiamo in case con porte bindate condomini dove non conosciamo e poi fuori muri ed ancora muri. Grande opera, complimenti
E anch'io, assieme al Poeta, grido VERGOGNA a questa Europa che dovrebbe accogliere ed essere solidale e invece alza muri e barriere di filo spinato. Sono immagini che fanno ricordare una triste storia del recente passato. Ancora l'Europa non ha imparato? Spero in una rinnovata umanità e consapevolezza dell'essere umano. Versi che bisogna apprezzare...
a quanti gridano VERGOGNA. Non sono i muri a risanare una situazione mai voluta affrontare. Non voglio fare riferimenti politici, ma i Paesi che hanno innalzato i muri, forse si sono dimenticati che nel lontano 56, i carri armati russi sono passasti sui loro corpi. Io mio è un invito, so che rimarrà disatteso, alò governo europeo di intervenire al più presto con leggi idonee all'ingresso dei migranti, ma favorirli con leggi idonee alla loro integrazione. Al bravo poeta va il mio elogio per una tematica attuale, ma credo che non ci siano sbocchi, per volontà di governi incapaci.
"Vergogna"urla il valente Poeta nel suo magistrale poetare... una ribellione contro i tanti muri e i fili spinati, che rendono molto difficile l'accoglienza degli inermi e deboli migranti. Versi che esprimono una profonda sensibilità e disponibilità all'amore... la mia ammirazione e sincera stima al Maestro. Complimenti!
Purtroppo non tutte le nazioni possono permettersi un'accoglienza adeguata e un'umana integrazione per chi arriva da paesi che vengono dilaniati dalla guerra... per chi veramente fugge da nazioni dove si muore e dove i conflitti sono la normalità è scontato l'aiuto ...per chi è clandestino la situazione cambia ...i muri in ogni caso sono una vergogna e non servono... come non serve essere bruti e cattivi con chi non ha colpa... eppure basterebbe poco per aiutare tutti... non spendere più soldi per le armi da guerra ed evitare i viaggi nello spazio che costano miliardi... si potrebbero spendere tutti questi soldi che sono davvero tanti per portare cibo e lavoro nei vari paesi poveri della Terra... altro che muri... condivido lo sdegno del Poeta...
si sente forte possente ed anche rassegnato il grido del poeta De Matteis. Pensavamo che con la fine della guerra fredda e la caduta del muro di Berlino in Europa dalla cultura millenaria, umanistica, accogliente e misericordiosa verso gli ultimi della terra. Ma l'egoismo, la paura . il razzismo, l'odio, il rifiuto stanno smantellando ogni giorno il sogno utopistico di un'Europa unita, benevola e generosa verso i deboli. Il pessimismo ormai galoppante ci prende e ci avvolge nello sconforto e sfiducia in un futuro sempre più nero. Apprezzo e segnalo.
Credo che non arriveremo mai a debellare questa moda – l’uomo quando non vuol vedere ha gli occhi bendati – ormai sono millenni che questo accade – solo uno spreco di parole che come si può notare non lascia il segno.











