Potevamo salvarci
Potevamo salvarci
e invece
hai preferito andare via
per cercare la strada
dove il vino è acqua di rose
dove pensi di ritrovarti
e il cielo è un manto di fiori
Ma da soli
ci si perde anche nel fondo dei bicchieri
da soli si è niente
mentre si sbatte il viso contro la morte
da soli, sull'orlo del bicchiere
si riflette stanco il viso di ieri
e le nenie sono canti di figli smarriti
Potevamo salvarci
da questa tempesta di maschere
vivere come ci è dato
nudi del peccato
e liberi come infanti impauriti
Potevamo salvarci
oggi, domani
e come le larve tenerci
dai fili di sangue degli occhi
Cerca l'ago sottile
per imbastire i pensieri
che non hanno origine e fine
e poi magari ritorna
ed io sarò sulla soglia
come una blatta a dimenarmi perplesso
schiacciato dal tempo e dalla carogna
di un inutile amplesso
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Commenti (1)
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Claudia Magnasco24 ottobre 2016
Era da tanto che non leggevo una poesia di così forte impatto. Riflessioni che faccio mie, grazie.
