Il mio ululato
Peppe Cassese
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Il mio ululato giunge fino a te
col suo richiamo in questa notte attenta
a vivere gli istanti più cocenti
con l’ansia maledetta che mi spia
bruciando dentro la coscienza mia
intavolata a questi emendamenti
che figli di una fame virulenta
ti cercano e non sanno mai il perché.
Il mio ululato coglie l’occasione
e a lungo ti sgomenta ed è costante
nella certezza vana di salvarti
dal vento di ponente e la tempesta
che nasce dal tuo odio nella testa
curato con la smania che ho di amarti
è pronta col coraggio entusiasmante
a mordere la coda del leone.
Il mio ululato femmina di chiesa
non prega in mezzo ai ceri sull’altare
inginocchiato in questo cielo immenso
macchiato dalla luna dietro il monte
dove il mio cuore è in cerca della fonte
che genera col fuoco il mio consenso
sapendo che le cose che ho da fare
non sanno come cancellar l’offesa.
Il mio ululato lungo e modulato
somiglia al mio destino alla frontiera
perduto dietro i baci di una pupa
che consolava il cuore notte e giorno
sul ponte dell’andata e del ritorno
ed aspettava che la vecchia lupa
gonfiata dalla rabbia timoniera
berciasse nella notte il tempo odiato.
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L'autore
Peppe Cassese
Commenti (1)
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Vivì30 ottobre 2016
Un gran bel verseggiare ricco d'immagini suggestive suggerite dalle originali metafore utilizzate. E per non far mancare la giusta atmosfera al lettore, rime cadenzate e alquanto musicali. I versi scorrono facili e in modo lieve. E' d'obbligo complimentarsi con l'autore, ma sinceramente e non per meri motivi di reciprocità.

