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Riflessioni 7 novembre 2016 · lettura 1 min · 3275 letture

La maldicenza

Alberto De Matteis 907 poesie pubblicate
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Se nel tuo cuor s'aduna maldicenza, è, d'ogni rio pensier, colma tua mente, t'arrovelli a tirare a tua credenza chi, fragile, te segue fedelmente. Se il tuo parlare poi incontinente approvato vien d'altri in confidenza, non isperare, o vile impertinente, d'essere onesto, con la tua demenza. Quando è assente, il tuo simile rispetta, nè verbo proferir ch'altrui derida, se ancora alberga in te desio di pace. Per quel che dico, esser potrei fallace, e allora in me varrebbe la disdetta, ma poi sento che il cuore a me lo grida.
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Sonetto secondo lo schema metrico: ABAB BABA CDE ECD "Talvolta il detrattore va con apparenza di bene e parla male d'altri; egli va sotto ombra di bello modo, mostrando di avere carità, e la malizia sta agguattata sotto" (San Bernardino da Siena)

L'autore
Alberto De Matteis

Alberto De Matteis è nato il 18 febbraio 1940 a Pisignano (frazione di Vernole, provincia di Lecce), piccolo centro, ricco di memorie storiche, artistiche ed umane, situato a poche miglia dal capoluogo e dall’incantevole ed accogliente mare del Salento. Al termine delle scuole elementari e medie, ha frequentato il gin

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Commenti (14)

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Mina Cappussi7 novembre 2016

Non isperar d'essere onesto con la tua demenza... i versi sono intrisi di cultura, classicismo, poetica metrica... ma l'originalità c'è tutta

Eolo7 novembre 2016

Si vorrebbe essere migliori, non cadere nelle contraddizioni che la vita ci offre, per questo occorre un cuore puro. Testo di graande spessore poetico. Il mio elogio .

Anna Rossi7 novembre 2016

Una lirica di alto spessore poetico e di grande contenuto, una riflessione condivisa e apprezzata, complimenti al poeta

Giuseppe Vullo7 novembre 2016

Il male alberga nel cuore degli uomini. La maldicenza può distruggere animi sensibili, può ferire ed anche uccidere. Le maldicenze, dicerie false contro persone che non si possono difendere, dovrebbero essere punite severamente. poesia scritta in bello stile e con un tema molto importante. Apprezzo S e F

S
Stello7 novembre 2016

Sonetto di grande impatto e verità assolutamente condivise, solo la bontà d'animo può immaginare versi simili. Davvero molto bello, i miei complimenti al poeta.

carla composto7 novembre 2016

bellissima e vera la maldicenza spesso a scopo gratuito lirica scritta mirabilmente con la solita bravura e preparazione del valente autore il mio sentito e sincero elogio

Luciano Capaldo7 novembre 2016

La falsità del maldicente. Un sonetto - perfetto - che descrive analiticamente quanto possa essere il male che cagiona il parlare alle spalle e fingersi buono di fronte. Danni spesso irreparabili che conducono anche ad atti estremi e i rotocalchi ci danno occasione di leggere di un bullismo maldicente. L'animo nobile del maestro rifugge ogni forma di impurezza e questo ha permesso di vergare una lirica bellissima e di grande insegnamento. Il mio elogio

Di valore è difendere a viso aperto chi è diffamato, se è maldicenza. Biasimare direttamente, con possibilità di ricevere l'opposizione di una risposta diretta, è più leale.

Sara Acireale7 novembre 2016

Quanta ragione ha il Poeta. Mi dispiace dirlo ma ci sono male lingue ovunque, anche tra i poeti. Fanno tanto male specialmente se sono lupi travestiti da agnelli, bisogna "saperli riconoscere" e starne poi alla larga. Questo è un tema veramente importante. Penso che il maldicente sia infelice in fondo perché usa la sua lingua biforcuta per degradare colui (o colei) che invidia e crede che abbia un successo immeritato. Tende (a volte con modi suadenti) a incrinare l'altrui reputazione... Quanto male fa a se stesso e al prossimo!

Berta Biagini7 novembre 2016

Chissà quale divertimento ci sarà a parlare male del prossimo – anche se ci fosse un minimo di verità - ma chi di noi è perfetto – bisognerebbe prima guardarsi dentro e sicuramente i nostri verbi prenderebbero un’altra strada – la strada della coscienza.

Francesco Rossi7 novembre 2016

sciorinata poetica sulla maldicenza, chi si diletta in questa specialita' estremamente negativa che sta nel gettare fango sulle persone che ci stanno intorno. io non so se è una neccessita' da parte di chi ama straparlare male degli altri o una malattia patologica, se sondiamo il secondo caso peccato perche' è una malattia incurabile.

A
Antonio Terracciano7 novembre 2016

Se "tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare", tra il pensare e il dire c'è solo un fiumicello, che viene spesso facilmente varcato, a partire da "a pensar male si fa peccato, ma di solito ci si azzecca", una famosa frase del cattolicissimo Giulio Andreotti. E non è forse un caso che a pronunciare quella frase fu un uomo molto cattolico, perché, secondo il filosofo Galimberti, la superbia è un peccato essenzialmente cristiano (nel mondo classico c'era molto di più l'orgoglio): da essa deriva talvolta anche la maldicenza, messa in pratica, non sempre ma spesso (a mo' di ingiusta, ma umanissima rivincita), da uomini che si ritengono superiori e che in questo mondo, pervaso di (pelosa) religiosità, non vedono riconosciuti i loro meriti.

Donato Leo8 novembre 2016

La maldicenza è fra i peggiori comportamenti che una persona possa tenere. Spesso può sfociare in reati previsti dal nostro codice penale. Purtroppo molti non sanno tenere la lingua a bada, ma pur di mettersi in mostra parlano, parlano e parlano a sproposito.

Giacomo Scimonelli8 novembre 2016

Colui che degli altri sparla si nutre di cattiveria e con malizia si presenta in punta di piedi per non far rumore... la maldicenza vive dentro anime, per me, meschine... anime che traggono piacere solo sparlando di tutto e tutti... frecce appuntite avvelenate che intingono il siero maligno da cuori freddi e falsi... queste persone non meritano nulla... non considerarli è l'unica risposta... far finta che nemmeno esistano è ciò che veramente meritano. Versi scritti con maestria nella consueta forma classica a cui l'autore ci ha abituati... complimenti per l'efficacia...