La maldicenza
Alberto De Matteis è nato il 18 febbraio 1940 a Pisignano (frazione di Vernole, provincia di Lecce), piccolo centro, ricco di memorie storiche, artistiche ed umane, situato a poche miglia dal capoluogo e dall’incantevole ed accogliente mare del Salento. Al termine delle scuole elementari e medie, ha frequentato il gin
Commenti (14)
Non isperar d'essere onesto con la tua demenza... i versi sono intrisi di cultura, classicismo, poetica metrica... ma l'originalità c'è tutta
Si vorrebbe essere migliori, non cadere nelle contraddizioni che la vita ci offre, per questo occorre un cuore puro. Testo di graande spessore poetico. Il mio elogio .
Una lirica di alto spessore poetico e di grande contenuto, una riflessione condivisa e apprezzata, complimenti al poeta
Il male alberga nel cuore degli uomini. La maldicenza può distruggere animi sensibili, può ferire ed anche uccidere. Le maldicenze, dicerie false contro persone che non si possono difendere, dovrebbero essere punite severamente. poesia scritta in bello stile e con un tema molto importante. Apprezzo S e F
Sonetto di grande impatto e verità assolutamente condivise, solo la bontà d'animo può immaginare versi simili. Davvero molto bello, i miei complimenti al poeta.
bellissima e vera la maldicenza spesso a scopo gratuito lirica scritta mirabilmente con la solita bravura e preparazione del valente autore il mio sentito e sincero elogio
La falsità del maldicente. Un sonetto - perfetto - che descrive analiticamente quanto possa essere il male che cagiona il parlare alle spalle e fingersi buono di fronte. Danni spesso irreparabili che conducono anche ad atti estremi e i rotocalchi ci danno occasione di leggere di un bullismo maldicente. L'animo nobile del maestro rifugge ogni forma di impurezza e questo ha permesso di vergare una lirica bellissima e di grande insegnamento. Il mio elogio
Di valore è difendere a viso aperto chi è diffamato, se è maldicenza. Biasimare direttamente, con possibilità di ricevere l'opposizione di una risposta diretta, è più leale.
Quanta ragione ha il Poeta. Mi dispiace dirlo ma ci sono male lingue ovunque, anche tra i poeti. Fanno tanto male specialmente se sono lupi travestiti da agnelli, bisogna "saperli riconoscere" e starne poi alla larga. Questo è un tema veramente importante. Penso che il maldicente sia infelice in fondo perché usa la sua lingua biforcuta per degradare colui (o colei) che invidia e crede che abbia un successo immeritato. Tende (a volte con modi suadenti) a incrinare l'altrui reputazione... Quanto male fa a se stesso e al prossimo!
Chissà quale divertimento ci sarà a parlare male del prossimo – anche se ci fosse un minimo di verità - ma chi di noi è perfetto – bisognerebbe prima guardarsi dentro e sicuramente i nostri verbi prenderebbero un’altra strada – la strada della coscienza.
sciorinata poetica sulla maldicenza, chi si diletta in questa specialita' estremamente negativa che sta nel gettare fango sulle persone che ci stanno intorno. io non so se è una neccessita' da parte di chi ama straparlare male degli altri o una malattia patologica, se sondiamo il secondo caso peccato perche' è una malattia incurabile.
Se "tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare", tra il pensare e il dire c'è solo un fiumicello, che viene spesso facilmente varcato, a partire da "a pensar male si fa peccato, ma di solito ci si azzecca", una famosa frase del cattolicissimo Giulio Andreotti. E non è forse un caso che a pronunciare quella frase fu un uomo molto cattolico, perché, secondo il filosofo Galimberti, la superbia è un peccato essenzialmente cristiano (nel mondo classico c'era molto di più l'orgoglio): da essa deriva talvolta anche la maldicenza, messa in pratica, non sempre ma spesso (a mo' di ingiusta, ma umanissima rivincita), da uomini che si ritengono superiori e che in questo mondo, pervaso di (pelosa) religiosità, non vedono riconosciuti i loro meriti.
La maldicenza è fra i peggiori comportamenti che una persona possa tenere. Spesso può sfociare in reati previsti dal nostro codice penale. Purtroppo molti non sanno tenere la lingua a bada, ma pur di mettersi in mostra parlano, parlano e parlano a sproposito.
Colui che degli altri sparla si nutre di cattiveria e con malizia si presenta in punta di piedi per non far rumore... la maldicenza vive dentro anime, per me, meschine... anime che traggono piacere solo sparlando di tutto e tutti... frecce appuntite avvelenate che intingono il siero maligno da cuori freddi e falsi... queste persone non meritano nulla... non considerarli è l'unica risposta... far finta che nemmeno esistano è ciò che veramente meritano. Versi scritti con maestria nella consueta forma classica a cui l'autore ci ha abituati... complimenti per l'efficacia...












