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Introspezione 19 novembre 2016 · lettura 1 min · 2416 letture

Fuga dal paradiso

moreno marzoli 123 poesie pubblicate
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Il seme non cresce dove Caino è passato, la morte è il germoglio del genere umano. Un segno sulla fronte per riconoscere il peccato un fratello morto per il dono non accettato. Quel frutto colto è l’origine del male, il consiglio ingannevole della bestia ferale. Tentazione, ai discendenti tramandata la scelta, la coscienza dubbio eterno tra bene e male. Atarassia, serenità epicurea libera da tentazione, mettiti a nudo e offri il tuo cuore ad ogni occasione.
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Allegoria introspettiva; dove la scelta condiziona e la tentazione è il frutto della nostra esistenza. Si cerca in continuazione il piacere fisico e non quello spirituale la tentazione è il frutto proibito, la prova perenne che alberga nella mente umana. Basta poco, una parola in più è una carezza per l’anima.

L'autore
moreno marzoli
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Commenti (6)

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carla composto19 novembre 2016

ha ragione il poeta si pensa troppo al benessere materiale e poco a quello spirituale versi eleganti e ben stilati molto apprezzata per stile e contenuto ottima opera plaso sincero

Francesco Rossi19 novembre 2016

Una modulazione costante di valori espressi in questa poetica introspettiva.

carla vercelli19 novembre 2016

Mi soffermo sull'ultima strofa e sulla nota: Epicuro è sempre ritenuto colui che predicava il piacere fisico, in realtà quello che auspicava era l'assenza di tensione raggiunta con l'atarassia, una condizione di particolare serenità raggiunta dall'uomo saggio, molto simile all'imperturbabilità stoica. (Io sono un'epicurea convinta che gode delle piccole cose quotidiane che la vita mi riserva). L'assenza di tensione sta per esempio nel non desiderare ciò che non si ha, come è successo a Caino, citato dal poeta, il quale uccise il fratello Abele perché gli sembrava privilegiato da Dio rispetto a lui. Ed ecco che la prima parte della poesia si ricollega alla seconda. Molto piaciuta ed apprezzata anche per le rime baciate che non sono facili!

Merlino19 novembre 2016

un escursus filosofico- poetico che esprime un grande senso della prospettiva umana verso un mondo che vive di 'piacere' che si contorce su sè stesso, grande lavoro apprezzatissimo

Marinella Fois20 novembre 2016

La citazione di Caino... mi porta a pensare al tradimento... oggi siamo circondati da altrettanti Caino... una lirica che fa riflettere...

Rosanna Peruzzi21 novembre 2016

La tentazione, il peccato e il desiderare ciò che non si può avere sono vizi ancestrali, debolezze intrinseche nella mente umana fin dalla genesi. Un'introspezione questa del poeta che è una riflessione acuta di quello che l'uomo è sempre stato, un derivato di errori commessi all'origine che ha lasciato tracce nel dna dell'uomo odierno, ma c'è sempre il modo per dimostrare di poter essere diversi.