La stanza dove ti vestivi
Paolo Marongiu
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Qualcuno spolvera i soprammobili
nella stanza dove ti vestivi?
Qualcuno apre una finestra,
nelle mattine di primavera,
per far entrare la luce
e risvegliare i segreti?
C’è ancora il grande specchio
nella stanza dove ti spogliavi?
Complice e testimone,
adesso osserva il vuoto
o è andato in frantumi
per i troppi ricordi?
Ti può ancora consolare,
nella stanza dove mi aspettavi,
l’esercito dalle lunghe ciglia
delle bambole silenziose?
Il loro sguardo immobile
ti può finalmente vedere?
Si è fermato il carillon
nella stanza dove mi abbracciavi?
Ha completato l’ultimo giro
o elargisce le sue note
a intervalli sempre più lunghi
senza arrendersi mai?
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L'autore
Paolo Marongiu
Commenti (1)
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carla vercelli5 dicembre 2016
È incredibile e vero quanto i ricordi siano costituiti da cose, una stanza, uno specchio, le bambole, un carillon... ambienti e oggetti circondanti le emozioni d'amore. Il poeta si chiede che fine avranno fatto tutte queste cose che egli ricorda insieme al suo amore finito nel susseguirsi impietoso di domande (io forse ne avrei eliminata qualcuna, o almeno ridotti i punti interrogativi) in una poesia complessivamente molto bella!

