Eterni
Di fronte ad occhi umili,
tu fosti Dea incantevole,
riuscisti a render forte
il punto mio più debole.
Firenze a far da sfondo,
al nostro lungo abbraccio,
tra l'Arno e Ponte Vecchio,
tra Dante e poi Boccaccio.
Il vento scompigliava
le nuvole nel cielo,
nella folla sai riuniva
gli sguardi senza velo.
A noi stessi concedemmo
gli eccessi dei piaceri,
brindammo poi alla vita,
col vino nei bicchieri.
Un bacio ed una foto,
impressi nel cervello,
il mio ritorno resero
difficile eppur bello.
In lontananza scavo,
tra i ricordi di quei giorni,
dal cuor non scapperanno,
rimarranno sempre eterni.
©
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Commenti (2)
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Giuseppe Vullo15 dicembre 2016
Sei strofe, sei quartine di ottima fattura, con una rima incrociata, un incedere melodioso ed incalzante, un amore un ricordo tra l'Arno ed i grandi di Firenze.
e
emiliapoesie3915 dicembre 2016
Firenze, tra L'Arno e le meraviglie artistiche un incontro che segna il tempo, e lo ferma al ricordo di quell'amore... apprezzata...
