Invito alla Danza
Frusciavano
lievi
sotto i miei passi esitanti
e uno strano vento
fatto di piccole voci
sussurrava
delicate emozioni.
Parlava del Sole e del Cielo
lassù
sulle cime ondeggianti
quando il Tempo
sembrava adempiere
la promessa
di una eterna primavera.
Epitome
di ogni anima in cammino
la cui fine era lì
inesorabile
davanti a me.
Foglie ingiallite
e accartocciate su se stesse
lungo sentieri desueti
di polvere e vento
crepitavano
sotto i miei piedi
come un fuoco senza fiamma.
Ma stranamente
non v'era tristezza
o rimpianto!
Frutto malato
della solitudine
quella mesta parabola
era
solo per me:
Homo Insapiens
separato dal Tutto
e perduto in se stesso.
§
Flebile e inaspettato
come una voce
da troppo tempo muta
o una gioia inespressa
aleggiava
nel bosco
il canto selvaggio della Vita.
Sembrava burlarsi di me
delle mie ansie
dei miei tormenti.
In realtà
mi invitava
ad unirmi alla Danza
misteriosa
comunione degli esseri
vorticanti come foglie al vento
nell'estasi di un Sentire
ancora
troppo grande per me.
©
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