Lettera a Babbo Natale
Caro Babbo Natale
io non so se esisti veramente, ma perché da quando sono diventato grande
sei sparito completamente dalla mia mente?
Sai, oggi ti ho cercato tra le mie tristezze
tra i miei ricordi e le tenerezze
sai, oggi sono convinto che ci sei, che esisti in qualche parte del continente
oggi mi sento bambino
quello timido e diligente, irrequieto e sognante
che guardava il cielo nella notte di Natale
e ti cercavo tra le stelle e la luna
negli gli occhi di mio padre e il sorriso di mia madre
ti cercavo nelle mani dei mie fratelli
nel calore e nelle luci di una casa misera ma profumata
ti cercavo nella mia fantasia, nella purezza della mia pelle bianca
nelle pupille che non conoscevano malinconia.
Adesso non ti chiederò i soldatini e il trenino della Lego
non ti chiederò le costruzioni, il robot e la pistola
non ti chiederò nemmeno denaro o la fortuna
ti chiedo solo di dare un'anima alle persone
e un po di compagnia alla gente sola
ti chiedo di portare un po di umanità
un po di altruismo e bontà
in questo mondo che sprofonda sempre di più nella malvagità.
Per me invece ti chiedo un po di pace
a questo cuore che urla amore
mentre in obbligata attesa
con i gomiti appoggiati sulla soglia di una finestra socchiusa
mi travolge il ritmo calmo del mare della sera.
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Commenti (2)
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Lina Sirianni24 dicembre 2016
E speriamo che Babbo Natale esaudisca i desideri di questi versi! Toccante e bella poesia!
Giuseppe Vullo25 dicembre 2016
Ho scoperto questo bravo e sincero autore che vorrebbe credere a babbo natale, come quando era bambino. Ma allora chiedeva un trenino elettrico, dei giocattoli, dei dolci, dei regali, dei sogni. Oggi vorrebbe ancora credere a babbo natale, ma che portasse un po' di pace e serenità nel mondo. Complimenti. Apprezzata.

