Sublime poeta
Paolo Ursaia
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Che destino il tuo,
sublime poeta,
tra libri
e sogni d'amor delusi?
Esule al mondo,
da una finestra,
da solitario colle
spiasti la vita,
nel breve succeder
delle tue stagioni.
Di te,
immortali versi,
struggente malinconia,
solitudine estrema.
Morì l'anima,
prim'ancor
che'l corpo.
©
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L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (1)
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M
Mara6019 ottobre 2007
Delicata, sensibile lirica, che scava nell'animo d'un grande poeta.
