D'inverno, sul mare
Paride Giangiacomi
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Schiuma capricciosa
cavalli che scuotono le chiome
al vento di libeccio
pur legati al morso.
Moto che parte da lontano,
al confine tra cielo e terra
che io non scorgo...
Cielo che si tuffa in acqua
o mare che solletica i piedi al cielo?
Come vorrei sostare, sospeso
tra terra e cielo,
nello spazio tra un secondo e l’altro:
nel picchiettare argentato,
gentile e musicale
su tamerici a braccia tese
in armonico ondulare...
Spoglie ma fiere
alla vita che stinge e
fuoriesce dalle punte...
Il cielo plumbeo
promana, e ghermisce
incorporei gabbiani
come i pensieri miei
sul far del tramonto...
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Paride Giangiacomi
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