Vorrei poter gridare
Peppe Cassese
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Vorrei poter gridare quel che sono
un cuore vagabondo e sovversivo
che vaga in questo anfratto ancora vivo
con forme malgradite e basse imprese
della sua mente a strappi impertinente
che adora intavolare con la gente
il cibo dell’essenza e all’occasione
non cerca non pretende una ragione.
Vorrei poter latrare come sono
un sogno circolare esclamativo
che tenta a balzi il volo alternativo
con le scintille alate a un filo appese
di questo mondo grigio e indifferente
nemico della noria e indisponente
col cuore che scribacchia una canzone
dal petto della sua rivoluzione.
Vorrei poter urlare dove sono
nel vuoto che si agita impulsivo
lontano dal suo verbo cognitivo
che cerca di inondare salti e rese
ma sono tardo lento e insofferente
a questo tempo e dolorosamente
continuo a rinnovare l’illusione
di essere nel vento uno stallone.
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Peppe Cassese
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