Stagioni dell’Anima
Mi sento osservato
e mi volgo a guardare.
Un volto indistinto
mi fissa
come dal fondo di un pozzo.
Occhi increduli
sbarrati
nello sforzo di capire.
Pallide mani
che affannosamente scavano
tra rovinose cataste.
Tormentata
è la sua solitudine.
Una pena bruciante
mi consuma
e mi chiedo
cosa stia cercando.
Proteso
a scrutare i suoi gesti
il mio sangue
sento raggelare.
Un ricordo
mi schiaffeggia
mi colpisce.
Penetra dentro di me
come il vento freddo
di un Inverno dell’Anima.
Come un’immensa clessidra
il Mondo
repentinamente
si capovolge!
§
Alzo gli occhi
a cercare la luce.
Un volto indistinto
si staglia
come alla cima di un pozzo
tra le nuvole chiare
di una Primavera dell’Anima:
compassionevole
mi guarda.
©
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