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Riflessioni 23 ottobre 2007 · lettura 1 min · 3785 letture

Elite

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Gonfi di voi stessi, cagion di censo, d'autoreferenziata superiorità umiliate l'altro, che di quotidiano lavor faticoso viver trae. A torto, d'ignorar v'illudete il convitato di pietra, c'oscuro, in silenziosa immobilità, siede. Muto, il viver vostro scruta, e goccia a goccia pesa, in attesa d'ultima stilla. Poi, sordo a lai e lusinghe, dal mondo vi trarrà. Ignora elitari privilegi, lei, la Morte.
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... Ricordando Totò...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (4)

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Fippo223 ottobre 2007

un cupo avvertimento a coloro che si credono superiori... davanti allaMorte siamo tutti uguali... l'autore induce a pensare a quanto sciocchi siamo.

M
Mara6023 ottobre 2007

Poesia aspra, ruvida, che graffia l'anima ed ammonisce a non dimenticare che siamo tutti appartenenti ad un'unica umanità.

Giovanni Monopoli23 ottobre 2007

oltre al giusto ricordo, la poesia evoca una realtà alla quale l'autore ci riporta con la dovuta severità perché in fondo al percorso della vita si è tutti uguali al cospetto di colei che sovrasta

L
Laura Cappellini23 ottobre 2007

'il convitato di pietra' immagine che non ho subito 'colto' nel suo significato, perciò la chiusa ha avuto per me il sapore dell'ironia, ironia della sorte che in 'quel momento' ci vede illusi che succeda solo agli altri e perciò impreparati.