Sbocciare
Carla Colombo
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Schiaffeggiami
vento di primavera,
ho sottobraccio
il giubbotto verde,
una scollatura per caso
e guance d'arancio
d'inverno superato
A passi assolati
sul Ponte Balbis
soppeso pensieri,
sopravvissuta assente
ricompongo nervature
di foglia rossa
spenta dentro
ma dalla miccia assopita
sempre ricettiva
Cornee sensibili
s'incollano a fulgore fucsia,
inaspettato trionfo
di orgasmico ciliegio,
perfezione conturbante
da sindrome di Stendhal,
ipnosi di pistilli eretti
in succosa speranza
Ed ora
se abbasso lo sguardo
al cemento sibillino
ascolto distratta
il suono passato
di rantolo alle spalle,
eco defunta
di dolore nella nebbia
Ma ora
se io guardo
il giallo tarassaco
sulle rive del Po
e il volo sublime
delle rondini in amore,
di mille luci voglio
abbagliare me stessa
Stupirmi
dell'ostinata fioritura
e sbocciare
nonostante il veleno
solo ieri sparso
sulle mie radici
©
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L'autore
Carla Colombo
Commenti (1)
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Antonio Biancolillo16 marzo 2017
Una introspezione piena di quella forza di volontà per un nuovo sbocciare... Sì...come la verde primavera... immergersi nella sua fioritura... per sentirsi nuovamente parte di quel mondo fiorito e di odori a cui appartiene il suo pensiero di donna... piena di speranza... I suoi occhi ormai sono rivolti verso quell'orizzonte invitante nei suoi colori ... i ricordi sono ormai sbiaditi nella nebbia dei passi già camminati... e dispersi dalla brezza di verde aria ... Ottimi i passaggi e le immagini verseggiate... odori e fiori di speranze nuove... nonostante il veleno sparso... Molto apprezzata...

