Sguarnito
Sguarnito
spoglio
vuoto come un palloncino
mi affido al vento
che mi porterà nella terra di nessuno.
Senza ossa e senza carne
disperso
nel silenzio assenso
mi mordo il ventre;
liquido è il mio cervello.
In disparte
interro sangue
lì dove il pensiero è sale
la lingua veleno
e gli occhi pendono
come lampioni
tra il cielo e il cimitero.
Misterioso declino
a capo chino
sorseggio il mio vino
la mia sostanza
l'inutile apparenza.
Chissà se ti incontrerò
in un'altra vita
magari all'inferno o in paradiso
o da morti in fondo al mare.
Chissà che facce avremo
quando la luna ci chiederà di entrare
nell'Olimpo dell'amore
se avremo labbra da baciare
e occhi da poter guardare
la bellezza in fondo al cuore.
Chissà se finalmente
mi crederai
quando vedrai la mia essenza
nelle fauci di Dio
che sboccerà come una rosa
sul nostro martirio.
©
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