Antica bambina
Paolo Ursaia
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Occhi azzurri,
carichi d'anni
e di memorie,
orribil male
vi gettò
nel solitario fondo
d'un letto straniero,
a passar l'ultimo tempo.
Burocratico collega,
m'hai chiamato
a rianimar
martoriato corpo
che nulla pretende,
se non di cessare.
La vita non v'è più,
se non nello sguardo,
che supplice chiede:
lasciami andare.
Orribil tortura
il vuoto accanirsi;
le stringo la mano.
Nel soffio
d'un ultimo fiato,
vola via dal dolore,
per tornar quella fanciulla
di cui ancor restano,
sorridenti e vivaci,
occhi chiari
d'antica bambina.
©
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L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (1)
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M
Mara6028 ottobre 2007
Poesia relamente sentita dall'autore, che, per esperienza professionale, è portato a delle scelte dure; scelte riportate in versi classici, lineari, di grande effetto
