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Introspezione 9 aprile 2017 · lettura 1 min · 1252 letture

Con Kafka e con Proust

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Con Kafka e Proust io spesso a passeggiare sono andato su strade della vita, su quelle a volte dolci ed altre amare, senza fretta aspettando via d’uscita. Vidi gli inaccessibili castelli, subii processi senza comprensione, trasformato in insetti poco belli io mi sentii in più di un’occasione. Però non mi mancò quella dolcezza del ricordo del tempo ormai perduto, delle fanciulle in fiore la gaiezza, ed il ragionamento alquanto acuto. Sono stati compagni, quei due miti (con Joyce io no, non ho proprio legato): abbiamo passeggiato insieme, uniti da un simile sovente, stesso fato.
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Pur confessando apertamente di non amarlo, ho fatto il nome di Joyce in questa composizione perché, insieme agli altri due (Proust e Kafka), egli è universalmente riconosciuto come il maggiore romanziere del Novecento. Forse, siccome si pensa che il numero tre sia perfetto, spesso anche in letteratura si formano delle triadi, quando si devono elencare i maggiori scrittori di una certa nazione e / o di un determinato periodo storico. I più grandi autori teatrali del Seicento francese furono senz'altro Racine, Corneille e Molière, i migliori poeti italiani del Novecento Ungaretti, Montale e Quasimodo, ecc. In realtà, non mancano altri validissimi autori (nel caso della recente poesia italiana, ad esempio, Campana, o Saba, e in quello del romanzo europeo Musil, o Svevo), ma il numero tre è sacro, e non ci si ricorda quasi mai del quarto, o del quinto (anche alle Olimpiadi, del resto, le medaglie assegnate per ogni competizione sono solo tre, e l'atleta arrivato quarto è destinato ad essere ben presto dimenticato...)9 luglio 2017
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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (4)

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Dorella Dignola9 aprile 2017

Eeeeh!:Che bella poesia, intima, di sentimenti intrisi di dolce malinconia, di profondo pathos che fascia l'anima ed emoziona chi ti legge. La vita ci conduce alle vette alte del pensiero e alle semplici umane passioni degli anni giovani, quando tutto risplende di luce e di speranza. Poi i colori sbiadiscono ma ll"anima non ha rughe; tutto rimane intatto per la bellezza dea Vita futura Complimenti cari.

Umberto De Vita9 aprile 2017

Un gran bel testo che si legge d'un fiato. Il poeta ci propina una lirica bella e insolitamente diversa dalle solite nenie... I miei complimenti. (segnalo)

Omaggio del poeta filosofo a due grandi miti, Kafka e Proust. Il primo amaro e tenebroso precursore dell'Espressionismo della Mittle Europa, l'altro intimista, sognante "All'ombra delle fanciulle in fiore" in una Recherche del tempo perduto e infine ritrovato che durerà tutta una vita. Una lirica di classe, molto apprezzata.

Giuseppe Gallo11 aprile 2017

Belle rime con endecasillabi in un contesto di classe. Leggendo da giovani spesso ci si sente vicini ad alcuni autori e ci sembra di viverne le esperienze. Il bravo poeta espone la sua simpatia pe Kafka e Proust verseggiando in modo impeccabile ed emozionante. Ottima prova.