8. 08
Mina Cappussi
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Lento il silenzio
sotterra il mattino
nebbia cancella
sommità rocciose,
annulla ovvietà
restituisce abissi.
Occhi giungono
su ruote mattiniere
veloci, indifferenti
tirano dritto
senza saluto
d’incrocio.
In fila indiana
mondi si azionano
come processionarie,
procedono incolonnati
su asfalto nero.
Un cane, un bambino,
solitari nel grigio
disegnano il
marciapiede
di sogni piccini.
S’illumina a tratti
il Matese possente,
ovali di luce respirano,
nella nebbia,
sapore del giorno.
Dirada il grigio
occhi si spengono
ecco, è arrivato
il mattino.
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L'autore
Mina Cappussi
Commenti (1)
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Maria Fiorella Corazza30 aprile 2017
Lettura molto coinvolgente... composizione veramente ben strutturata che accompagna il lettore tra la nebbia. Apprezzata!

