Tra squali e rospi, per mari e per fossi

Nei fossi, e in calmi corsi,
c’erano un tempo rospi,
uova d’anguille e serpi,
ed or, lordure e sterpi.
Molluschi, anguille e pesci,
tra i nomadi nel mare,
ma il prepotente squalo
li smembra e ingoia a frotte
e, sulla sua traiettoria,
orrendi e osceni resti
a schiuma insiem frammisti,
e ovunque sangue e lutto.
Per poco ancor l’anguilla
resiste, inerme verme,
con il suo piglia e lascia,
gli s’attorciglia al rostro ...
poi scivola sul fondo, ov’è fanghiglia ...
Vien polizia del mare,
al suon delle sirene:
“Circolare! ...
Arrivano gli sgombri,
da squali in mare spinti:
"Qui più non si può stare ...
Sgomberare!"
Ma, l’uguaglianza il moscardino è cara,
bramoso di giustizia, ei si ribella:
“Noi, brava gente, ne accogliamo tanti...
Ma è mare nostro, questo, cazzarola!
Da qui non ci muoviamo ...
Dovran sgombrar gli squali!”.
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L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
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