La porta
Chiuderò quella porta,
in un muto saluto l’addio a
stanze deserte e senza vita
rifugio e scrigno,
dei giorni miei felici o tristi,
ove mai più risuoneranno
gli echi di voci amate.
Chiuderò quella porta,
e sarà solo il vuoto,
orfano di corse e risate
fanciulle e spensierate,
sospiri e pianti acerbi.
Chiuderò quella porta,
mai più cercando
l’ombra del tuo sorriso, padre,
spento col nero d’ una bara scura,
mai più ascoltando
il silenzioso e faticoso andare
dei tuoi passi stanchi, madre mia.
Chiuderò quella porta,
rifugio e scrigno,
dei giorni miei felici o tristi,
e non lascerò nulla,
o forse tutto,
per sempre.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
F
Tutte le opere →
L'autore
Franca Canfora
Difficile parlare di me, dirvi chi sono con poche parole. Franca in fondo è solo una semplice sognatrice, per la quale la poesia è passione, voglia di raccontare emozioni, gioie, dolori, ma anche cura dell’anima. Per questo lascio aperta la porta del cuore, lasciando che a parlare sia proprio lui, il centro del mio mon
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Mario Bugli2 novembre 2007
E' come chiudere la porta sul passato... i versi sono intensi e scaturiscono da una grande sensibilità... il ricordo della casa dove si è vissuto... in particolare gli anni dell'infanzia, non ci potrà mai abbandonare... i ricordi torneranno spesso tra quelle mura... per ritrovare anche chi ci ha vissuto e ora non c'è più!
