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Sociale 29 maggio 2017 · lettura 1 min · 1896 letture

Respiro la notte

Elisabetta Randazzo 763 poesie pubblicate
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Respiro la notte ed odori ingoio, lacrime mute solcano le rughe. A cosce aperte... fotto la malinconia per un po’ d’amore Soffoca la voce e l’anima si regge appena a capo chin protesa Sotto sguardi accesi che ingoian voglia
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L'autore
Elisabetta Randazzo

Mi chiamo Elisabetta Randazzo e vivo in Sicilia, a Bagheria. Da piccola amavo stare in compagnia di mio nonno, Antonio Landolina, amavo stare con lui perché tra le altre cose era anche un Cantastorie e m’incantavo ad ascoltarlo. Non credevo di poter scrivere, in quel tempo… ma con il passare degli anni sentivo cresce

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Commenti (4)

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Rosetta Sacchi29 maggio 2017

C’è un modo giusto o sbagliato di vivere? No, c’è l’individuo che, nell’affrontare la realtà,la subisce o s’impone su di essa o, a volte, cerca una conciliazione tre la due cose. C’è una manifestazione dell’essere, in ogni caso, attraverso la tristezza o la gioia o un perenne stato di malinconia. Nella terzina che segue i versi iniziali,è espressa, con una crudezza espressiva e visiva, tutta la profondità dell’anima, sebbene quest’anima vacilli, quasi piegandosi al volere del corpo. Un bisogno d’amore che rimane insoddisfatto perché incompreso,"sotto sguardi accesi che ingoian voglia”e in cui leggo tutta la “miseria umana”.Una poesia che lascia, giustamente, intristito quel lettore capace di percepire nei versi la drammaticità di cui sono pervasi

Luciano Capaldo29 maggio 2017

C'è in effetti la tragicità della vita di queste persone, queste donne! Oggi però devo anche dire che siamo abituati ad un genere di prostituzione voluto, di classe, e spesso affrontato per la facilità nella rincorsa del benessere dello star meglio in una società in cui i valori sono cambiati. C'è meno vergogna che un tempo, meno ostentazione volgare e forse più "autostima". Rimane comunque a cose fatte quel vuoto e quella voglia d'amore, di comprensione. Pungente e cruda quanto realistica. Il mio apprezzamento cara Elisabetta.

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romeo cantoni29 maggio 2017

Lirica stupenda che sbatte in faccia ai "benpensanti" la voglia di vivere fortemente consapevole e determinata di questi ammirevoli soggetti... dall'altra parte "oggetti" soltanto bramosi che con sguardi accesi vogliono solamente ingoiare la voglia senza chiedersi con chi hanno a che fare...; la Poetessa, fine conoscitrice dell'animo umano ed io sono d'accordo quando scrive: fotto la malinconia per un po' d'amore...è pleonastico spiegare che quel po' d' amore è fintamente condiviso da colei che respira quella notte...; un plauso.

Giacomo Scimonelli29 maggio 2017

"...lacrime mute solcano le rughe..." molte volte è inevitabile fare delle scelte sofferte, delle scelte obbligate e si finge per fregare la malinconia... per raggirare quel senso di malessere che contamina corpo e anima... anche la voce viene soffocata da quei momenti ...un dramma sociale che non conosce limiti ...uno sfruttamento che annienta la vita e rende la donna succube di "... sguardi accesi che ingoian voglia "...un dramma umano ben verseggiato con immagini chiare e crude...