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Donne 1 giugno 2017 · lettura 1 min · 4541 letture

La tua lingua come un pugnale

Elisabetta Randazzo 763 poesie pubblicate
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Cosa scorre attraverso le tue parole la tua lingua come un pugnale lacera il mio cuore Nei tuoi occhi... l’inganno come freddo ghiaccio mi scruti mentre lecco le mie ferite Come una diga... hai bloccato il mio torrente gloriandoti. Alitano la notte lacrime che accarezzano gli occhi di chi soffre. Accanto il dolore soffoca le mie grida terra bruna fra le mani rivolgendo lo sguardo ad una stella nascosta da una nuvola che illude ed illumina
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L'autore
Elisabetta Randazzo

Mi chiamo Elisabetta Randazzo e vivo in Sicilia, a Bagheria. Da piccola amavo stare in compagnia di mio nonno, Antonio Landolina, amavo stare con lui perché tra le altre cose era anche un Cantastorie e m’incantavo ad ascoltarlo. Non credevo di poter scrivere, in quel tempo… ma con il passare degli anni sentivo cresce

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Commenti (4)

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Si a volte come dice il proverbio, la lingua è più tagliente di un pugnale, e ferisce ... mi è piaciuta questa lirica della poetessa e mi pare di interpretare dalla chiusa, che nonostante tutto, mentre ad una stella lo sguardo rivolgiamo la mente ancor s'illude.

Luciano Capaldo1 giugno 2017

E' emozionante! Una forza poetica notevole nello sorrere di versi crudi ed efficaci. Una chiusa che rende bene però anche un concentto di speranza... malgrado tutto. Il mio elogio Elisabetta

Giacomo Scimonelli1 giugno 2017

Le parole sono macigni... sono lame taglienti capaci di lacerare il cuore ...cuore che soffre per l'inganno ...inganno figlio di chi riesce ad arrecare dolore immenso... non resta che rivolgere lo sguardo al cielo ...verso quella stella che possa ancora illuminare la vita... versi efficaci e commoventi

Rosanna Peruzzi2 giugno 2017

Una stella che illude... perché brilla davanti allo sguardo di quelle donne annientate dal dolore... una luce che illumina quelle ferite che sono tagli profondi inferti da parole al vetriolo. Ogni giorno un passo giù verso l'inferno, un torrente in piena interrotto da una diga che imprigiona pensieri e volontà...quel desiderio di evadere da una prigione che non si vede ma che fa marcire sogni e speranze tra lacrime che bruciano dentro l'anima e si disegnano sul volto, come marchio indelebile di chi non le rispetta ma gode nel vederle patire. Sono versi che apprezzo molto per le immagini forti e dirette.