Profumo

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (3)
Il profilo di una donna, puoi guardarlo solo nella penombra... bravo Paolo! !
L’alba svanisce, in un profilo di donna, un profumo, un fremito, una sensazione. Un tuffo nella luce, una luce che scorre, un velo che nasconde il mistero. Appena percepibile nei versi un tacito, spontaneo, naturale interrogarsi dell’autore ed un rispondersi, ugualmente semplice. E l’alba ha lo stesso candore del corpo di una donna. “Candido corpo” sta quasi a significare la percezione di un colore, bianco, che diventa vivo, appunto candore con tutte le sue sfumature. Leggerezza, armonia, chiarezza dei versi che trovano la loro traduzione precisa nelle immagini che ne scaturiscono.
Che bell'osservazione finale quella del sole che prende tutto il cielo nel momento dell'alba e adesso sfuma, "non più parte del tutto", sino al tramonto. Questa è un'alba vista sul mare, dato il fremito d'acqua e l'immagine del corpo di lei che si staglia come vela all'orizzonte ed è gioia profumata per lui.



