I morti e i vivi
Peppe Cassese
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Con i morti gioco a dadi con i vivi a mosca cieca
manovrando mani e testa con la tela sulla fronte
ben sapendo che il mio tempo ben si adatta all’ipoteca
controllata dai monatti sopra il carro d’Acheronte.
Con i vivi mi accapiglio per un grammo di moine
curiosando tra le spighe ormai pronte alla raccolta
per produrre in modo assurdo con le mani le farine
che si adattano a quel pane fresco e bianco di una volta.
Con i morti salto e corro per trovarmi dentro un fosso
dove cerco di afferrare senza artigli vita e sorte
con le armi del disprezzo a cui presto solo un osso
ben contento di giocare coi trucchetti della morte.
Con i vivi campo invano con i morti sto a gioire
calcolando effetti e scopo con i piedi sopra il fuoco
consentendo ai miei compari di potersi impoltronire
di sedersi e di mangiare vermi fritti ancora un poco.
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L'autore
Peppe Cassese
Commenti (1)
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Stefano Drakul Canepa12 luglio 2017
Ironia, amarezza, dolore ma anche gioia di vivere in questo verseggiare sciolto che scorre come un fiume. E' la vita, che passa a volte confondendosi con la morte e con i ricordi di chi non c'è più B r a v i s s i mo

