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Sociale 14 luglio 2017 · lettura 1 min · 1846 letture

Non parlo non ti vedo e non ti sento

Peppe Cassese 2167 poesie pubblicate
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Non parlo non ti vedo e non ti sento nel cielo degli inganni di maniera e il seme di una stanca primavera innalza alla mia noia un monumento. Non dico cosa penso e cosa provo seduto tra le pieghe dei farò e come una sequoia non mi smuovo sapendo giorno e notte chi sarò ed ora che ho covato un altro uovo lo metto a far da guida al borderò. Non guardo non ti ascolto e non mi pento col cuore che non batte e si dispera e come un vecchio attratto dalla sera indifferente dormo controvento. Non dico cosa provo e cosa penso seduto tra il presente e la ferita e mentre il mio vagare non ha senso mi fermo dove ingravido la vita sospinto dalla legge del compenso col dono destinato ad ogni uscita.
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Commenti (1)

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Loretta Zoppi14 luglio 2017

Il ripetersi delle strofe in eguale misura esprimono il senso di questa bellissima poesia: il ripetersi delle occasioni della vita in un monotono avanzare. Si estranea il poeta, più non vuole dire o ascoltare certo di non avere interlocutori adatti o più elevati da cui attingere. La rassegnazione è quanto sente accrescere in prossimità di una sera ora quasi ambita. Sempre appagata da tali versi, il mio elogio giunga forte.