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Riflessioni 15 luglio 2017 · lettura 1 min · 1184 letture

Quanta ce ne vuole di pazienza (o di pasienza o di pacienza)

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rob ponzani 172 poesie pubblicate
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quanta pazienza ci vuole! Per sopportare un mondo di imbecilli inevitabilmente va la lingua dove il dente duole finanche il cervello si arrovelli Figli di una madre di facili costumi almeno così recita il detto qualsiasi regola mandano in frantumi stupidate e sproloqui sputano a getto Sono la maggioranza, di questi tempi gretti si trovano a frotte, singoli o in coppia li vedi in parlamento e pur sui tetti il Padreterno li fa e poi l'accoppia La personalità gli è sconosciuta l'originalità non gli appartiene vestiti tutti uguali e analfabeti li riconosci dalle facce grevi Un popolino, un gregge una ammucchiata offesa all'intelligenza e al buon umore l'intera umanità ne è accerchiata calamità di un segno ammonitore
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Gli imbecilli e i cretini vera calamità dei nostri tempi

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rob ponzani
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Commenti (1)

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Antonio Terracciano15 luglio 2017

Certo, il poeta non usa tanti eufemismi (e fa bene) per denunciare l'imbecillità che ci circonda! "La madre dei cretini è sempre incinta" è un modo di dire - ahinoi! - sempre attuale. Per quanto riguarda, in particolare, tanti politici, mi piace riportare il pensiero (tratto dal "Dizionario della stupidità" di Piergiorgio Odifreddi) di tre notissimi uomini inglesi: W . Churchill sosteneva che parlare con un politico è come parlare con un suo elettore (sono stupidi entrambi), B . Russell sottolineava che gli eletti non possono (per fortuna!) essere più stupidi dei loro elettori, e G . B . Shaw pensava che le democrazie avessero introdotto l'elezione di molti incompetenti al posto di pochi corrotti...