La Zanzara
C’era ‘na vorta ...
‘na zampana quest’estate,
che doppo avemme ggirato su la testa,
pe’ diggerire er boccone de la festa
se riposava attaccata alla parete.
Pe’ ripagalla de la serenata
che nun m’aveva fatto pijà sonno
m’avvicinai ar muro rosicanno
e ce la sfransi co’ ’na gran manata.
Be’ la parete rimase impataccata!
chi immagginava, je pijasse un corpo,
che c’avesse tanto sangue in corpo
‘na bestiola così allampanata.
Così lascia er segno un omo sciagurato
che se fa grande quand’è piccoletto,
come ‘sta zanzara sopra ar letto,
cor sangue de l’altri che ha succhiato.
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