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Dialettali 23 luglio 2017 · lettura 1 min · 923 letture

La Zanzara

E
Eugenio Zoppis 53 poesie pubblicate
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C’era ‘na vorta ... ‘na zampana quest’estate, che doppo avemme ggirato su la testa, pe’ diggerire er boccone de la festa se riposava attaccata alla parete. Pe’ ripagalla de la serenata che nun m’aveva fatto pijà sonno m’avvicinai ar muro rosicanno e ce la sfransi co’ ’na gran manata. Be’ la parete rimase impataccata! chi immagginava, je pijasse un corpo, che c’avesse tanto sangue in corpo ‘na bestiola così allampanata. Così lascia er segno un omo sciagurato che se fa grande quand’è piccoletto, come ‘sta zanzara sopra ar letto, cor sangue de l’altri che ha succhiato.
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Scritta dopo aver letto "La Zampana" di Trilussa, dove una povera zanzara entra suo malgrado nella storia. In questo caso, la zanzara schiacciata lascia il segno, ma ... con il sangue degli altri, alludendo a chi trae un beneficio personale dagli sforzi altrui.

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Eugenio Zoppis
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