Il mare
Il mare
non ha parole ermetiche
non urla per farsi sentire
non si agita per farsi guardare.
Il mare canta il mare
l'azzurro delle sue trasparenze
con voce straziante
e linguaggio visibile al mondo.
Il mare
piange lacrime d'amore e di sale
perché conosce il destino dell'uomo
che parte per non ritornare.
E di notte
quando la luna immerge la luce
nella spuma più scura
d'incanto si cheta
come la lingua dentro la bocca
amara di vita.
©
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Commenti (1)
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Rosetta Sacchi1 agosto 2017
Si può definire, semplicemente, questa poesia come lirica celebrativa del mare. Un mare che esiste per sé non per gli altri, consapevole delle sventure dell’uomo e con lui piange le sue partenze senza ritorno. Belli i versi a seguire da “ e di notte/quando la luce immerge la luce/ nella spuma più scura…”, dove la poesia assume carattere più intimistico- introspettivo e l’immagine si staglia allo sguardo netta e decisa. Una “ lingua dentro la bocca amara di vita” traduce la vanità di molte speranze che cadono nella quotidiana realtà, dove vivere vuol dire superare ostacoli e trovare la forza per andare avanti.
