Perduta... mente (1)
Peppe Cassese
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E appena sente il cuore vacillare
la bestia immonda penetra la carne
coi denti aguzzi tra le sette spire
grifagna come il vento della morte
e strappa a lei la voglia di lottare
giostrando col destino e la sua sorte.
E il grido nel raggiungere le stelle
con la cocciuta mente indaffarata
inalbera la nuova serenata
col volo ben deciso a far trionfare
il testimone cieco e bene in vista.
E immersa nel bisogno sconfessato
la brama tra i sospiri e l’esegesi
coi biechi serpentelli a terra stesi
orza la vela della grande dama
ansante come l’onda concubina
perduta... mente stretta alla vagina
e l’alba la sorprende dissoluta
sopra la coltre calda sfatta e muta.
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Peppe Cassese
Commenti (1)
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Stefano Drakul Canepa29 agosto 2017
Oscura e sensuale, una prova veramente affascinante questa poesia... B e l l i ss i ma e dai toni cupi. Mi piace

