Nella stanza n. 3
Vito Marco Giuseppe
163 poesie pubblicate
+ Segui

In questa stanza numero tre
col pavimento a scacchi
disteso sul letto semisveglio,
guardo quel famoso dipinto con orgoglio.
Lascio defluire i sentimenti,
guardo i suoi movimenti lenti
e spero che presto ci sia un gran bagliore
in quel bunker che un giorno era un cuore;
immagino un posto in questo mondo
dov’è ancora possibile
guardarsi in modo profondo,
interagire con amore
e non in modo iracondo.
Dunque,
mi chiedo se è forse questo il modo giusto,
se c’è o non c’è alcun senso in ciò che penso
o alcun Dio in quel che sento;
quel desiderio di avere sempre più controllo
che ci sottopone ad un destino in pieno crollo,
che stravolge la fiducia
e sotterra l’anima che brucia.
Fa male quella sensazione deprimente
quando mi accorgo
che qualcosa di incoerente
raggiunge i vertici della mia mente.
Da dove nasce questo strano dolore?
Da cosa si traveste questo falso folklore?
Vorrei capire insomma cosa diavolo è l’amore!?
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Vito Marco Giuseppe
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
s
sergio garbellini1 settembre 2017
Leggo in questa lirica tante espressioni e tante sensazioni dell'anima alle quale il poeta rivolge la sua mente per poter capire ciò che avviene intorno a lui, e soprattutto per quanta riguarda l'amore. Noto in questa descrizione tanta voglia di scrivere e di raccontare le proprie sensazioni spirituali, la trovo alquanto coinvolgente e descrittiva, bravo!
