Chiedigli perché
Se un giorno vagando
per le vie del mondo
il suo sguardo incrocerai,
lo so, lo abbraccerai.
Quel tassello mancante
il mosaico ricompone,
mentre gli chiederai perché,
perché t'abbandonò,
perché disse quel no,
perché fu prodigo d'amore
aiuto e consigli
per altri figli,
e nessun posto, arido il cuore
per te, per nulla amato,
e mai cercato.
Perché? Fu scherzo di notte d'estate?
Follie di gioventù sbandate?
Mentì a se stesso, lui sapeva
che quel figlio cresceva,
lontano, ma c'era.
Chiedigli perché?
Fa che risponda, ma solo a te,
e capire potrai,
si forse si può,
dopo quel perché,
prima di chiamarlo
padre, e perdonarlo.
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L'autore
Franca Canfora
Difficile parlare di me, dirvi chi sono con poche parole. Franca in fondo è solo una semplice sognatrice, per la quale la poesia è passione, voglia di raccontare emozioni, gioie, dolori, ma anche cura dell’anima. Per questo lascio aperta la porta del cuore, lasciando che a parlare sia proprio lui, il centro del mio mon
Commenti (1)
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N
Nicola Morandi10 novembre 2007
Una riflessione profonda di un giovane frutto, abbandonato dal proprio albero. Il perdono finale rimane in bilico, tutto è lasciato al lettore che può immaginare quale possa essere la strada scelta dal protagonista. Ermetica ma molto emozionante.