Evviva la mia terza elementare
Peppe Cassese
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Continua il pio massacro
tra i panni stesi al sole e le parole
chiodate e non a caso
su questo muro nudo
tra i singulti del cielo e della mente
all’orizzonte della mia avventura
e ancora dura.
Prosegue l’illusione
tra il dare e avere dei pensieri a sbafo
venduti al vento
e alla follia gradita
a questo caldo giorno un po’ sbadato
sul piccolo scalino del domani
votato a dei pagani.
Riprende il saliscendi
dei messaggini erosi dal piacere
stipati nel paniere
in parte completato
tra i fiori a caso e insipide commesse
che danno in tutta fretta di rimando
la gloria al laureando.
Persiste il genocidio
dei versi ad alto grido rimediato
tra il ritmo contratto
e prezzolato
nel gioco delle offerte al due per tre
e tanto per celiare e festeggiare
evviva la mia terza elementare!
©
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L'autore
Peppe Cassese
Commenti (2)
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G
Giuseppe La Marca12 settembre 2017
Evviva la chiarezza! Non è necessario usare parole complicate per far poesia se poi a quelle non si sa aggiungere il contenuto. Molto meglio un linguaggio semplice, diretto ma che arrivi al cuore!
L
Loretta Zoppi12 settembre 2017
Per nulla semplice nella sua struttura questa bellissima poesia, ironicamente, inneggia alla semplicità dei primi pensieri/versi scritti con la spontaneità del cuore. Spettacolare l'andamento incalzante che trascina e travolge il lettore. Bravo come sempre, più di sempre perché inesauribile è la sua sensibilità verso i veri problemi del sociale ormai sempre più monotematico.
