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Natura 16 settembre 2017 · lettura 1 min · 1895 letture

L’uomo e la natura

Michelangelo La Rocca 338 poesie pubblicate
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Si è spenta la scintilla del Divino strada facendo, lungo il tuo cammino. Nemico sei di madre natura, nei suoi riguardi nessuna premura. Le hai inferto ferite importanti, ancora aperte, tutt’ora sanguinanti. L’hai truccata col nero cemento, così brutto da far spavento! Lei non porge mai l’altra guancia, non farle mai venire il mal di pancia. Fulmini, saette tifoni, uragani, son le sue vendette. Le case che crollano, le strade allagate, sembrano dirci pensate a quel che fate! Ascolta uomo, ama la natura così la tua vita non sarà dura! Quando fai scempi con calce e cemento ascolta quant’è forte il suo lamento! Fai come farfalla coi petali di rosa quando su di loro lieve si posa. Ammira l’alba, i dolci tramonti, osserva i laghi, il mare, i monti. Se la rispetti non ti sarà matrigna, starai come l’uva nella sua la vigna!
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Michelangelo La Rocca

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz

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Commenti (3)

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Sara Acireale16 settembre 2017

Ancora l'uomo non ha capito che la Terra è la nostra madre, e anche la nostra casa e bisogna rispettarla. Gli uomini invece (in omaggio al Dio Mammona) fanno scempio del creato e distruggono le bellezze della natura. Il nostro pianeta sta diventando una grande discarica e tutto si ritorce contro di noi. Il buco nell'ozono si allarga sempre di più. Il mare, i fiumi, i laghi sono inquinati, i bambini non possono più giocare in un prato verde. Ovunque c'è scempio di bellezze naturali. Il Poeta nella chiusa si rivolge a tutti noi per rispettare e amare la terra. Se la rispettiamo non sarà matrigna. Elogio all'autore.

Maria Luisa Bandiera16 settembre 2017

Poesia/insegnamento che redarguisce l'uomo sulle sue mancanze e sulla sua noncuranza verso ciò che il creatore ha donato, la meravigliosa natura che l'uomo sta distruggendo oggigiorno per i suoi interessi personali...

Angela Schembri18 settembre 2017

Forte, questo grido di dolore per la lunga agonia dell'amata Terra, rimbomba nel cuore tanto da far scuotere l'anima umana, come a volerla risvegliare e farla lungamente riflettere, far capire che se non la amiamo come fanno gli amorevoli animali, come fanno i fiori nel donare la loro bellezza con gratitudine, allora, ahimè, sarà la fine di tutto e di noi. Gli uomini ragionevoli mai e poi mai rinuncerebbero a tale bellezza pensando alle infinite albe, ai tramonti, il mare, i monti, fiumi e laghi. Mani che si sentono grandi stanno distruggendo per un dio danaro ma Il vero Dio piange il suo mondo meraviglioso e tutte le sue creature. Bellissima la chiusa, di piacevole lettura. PLAUSO!