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Riflessioni 23 settembre 2017 · lettura 1 min · 1247 letture

Sui poeti mancati

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Tra chi non scrive, c’è chi ha rinunciato (pur tantissime e chiare avendo doti) a comporre poesie, preoccupato per l’eventuale insorgere di moti che il dottor Freud ha ben qualificato come senz’altro inconsci, per quei vuoti del proprio interno mondo mal plasmato, ch’Es va riempiendo, generando noti disturbi della psiche. Ma timore esagerato certamente è quello di colui che rinuncia, ché l’ardore dell’agitata mente, sul più bello, raffreddato può esser dal rigore che la poesia richiede al suo cervello.
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Ho il sospetto che alcune persone intelligenti, alle quali non mancherebbero le capacità di scrivere buone poesie, ma che nella vita si sono attribuite maschere estremamente razionali (ingegneri, medici, filosofi...), non le scrivano per il timore di avvicinarsi pericolosamente al mondo del mistero, dell’inconscio, dell’irrazionale, di entrare nell’anticamera dell’insanità mentale. (Costoro condividono forse l’aforisma di Karl Kraus: "In un poeta si possono osservare certi sintomi che renderebbero un commendatore maturo per essere internato" ...)

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (3)

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gabriele vacca23 settembre 2017

Oserei dire, acutissima riflessione, complimenti. Noi continueremo a scrivere fino all’ultimo chiarore della mente.

Umberto De Vita23 settembre 2017

Freud o senza Freud, io continuo a scrivere per il piacere di farlo senza pensare di essere un poeta, ma uno scribacchino. La tua riflessione in versi è eccellente.

a
adriana sini26 giugno 2018

I mancati poeti son coloro che, pur amando scrivere, lasciano che la realtà occupi ogni loro istante col ridicolo convincimento che in fondo la poesia sia solo tempo perso. I mancati poeti son coloro che rifiutano di accettare quanto bene possa fare alla loro anima l’esternare emozioni e riflessioni che, diversamente, rimarrebbero mute, soffocate in una dimensione che il quotidiano vivere schiaccia con la sua eccessiva invadenza. Tema davvero interessante, esposto con maestria.