Stanco
Peppe Cassese
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E sono stanco
vessato dall’incuria
del grande parapiglia
di folla dalla pallida mantiglia
col bieco assalto della carovana
cacciando puntualmente la diana
col dubbio del suo niente astato e nudo
che splende sulla sabbia e fa da scudo.
E sono stanco
vecchio e consumato
con arte pilotata
dal buco che si allarga e fa da fata
alla storiella solita in camicia
specializzata certo in ostetricia
decisa a partorire mare e monti
in questo cielo marcio senza ponti.
E sono stanco
offeso e vilipeso
nel gioco dei comparti
dove un bambino scava i tanti scarti
col grido del suo pianto inascoltato
in queste acque sporche di bucato
ma ora che qui arriva il nuovo sposo
segnato dalla vita mi riposo.
©
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L'autore
Peppe Cassese
Commenti (2)
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L
Loretta Zoppi15 ottobre 2017
Versi accorati e ricchi di commovente rassegnazione. Perché la stanchezza alla fine prende, in ogni vita o situazione, in ogni casa, in ogni finzione ...ma certo non accade al lettore attento e sensibile di stancarsi di leggere simili beltà. Complimenti a questo autore che sempre si ripropone in nuove vesti o versi .
R
RitaLM16 ottobre 2017
Una vera magia, con la solita padronanza dekl linguaggioe con un contenuto profondo e molto significativo.
