Lungo ai Navigli
Alma Gjini
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Sei stato qui anche se or non ti trovo,
ti sento attraverso i freschi
fruscii di foglie chiacchierine
sparse lungo il chiaroscuro di Seveso.
Quel languore di foglie cadute
ha rimescolato le ombre
lasciate dai tuoi passi
trattenendo solo l’ode di ritorno
di pettirossi, merli, codirossi
e spazzacamini che si cibano
tra un rametto e un vaso di fiori
o una ringhiera sotto i cespugli
e intorno agli alberi
s’è fermato pure il vento
s’è infranto sui borghi
dove a capo chino
una malinconica luna
dal buio la notte spoglia
come un’alba che si dispiega
in un’altra capricciosa forma.
Ho rimescolato le ombre lasciate dai passi
molte volte nella mia testa
ma quell’assenza prende forma
mentre passeggio
tra le panchine vuote,
gli sguardi sconosciuti
di strade deserte e colli di bottiglie
lungo ai Navigli.
Sei stato qui, lo sento
nel freddo che s’avvicina lungo i giorni,
calpestando tappeti di muschio come fosse
quel palpito che ora danza
tra malinconie di parole sparse,
tra le pendevoli pieghe
di mille lune dell’amore che or tace
in fraseggi di pelle
e un tintinnio scollato dal tempo
come fosse un bicchiere di birra.
S’è fermato il vento
cambiando direzione,
la pelle ricorda il suo freddo,
la mano non ricorda più la tua stretta ...
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Alma Gjini
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