Crepuscolo
Si tinge di viola il cielo e
piano le voci tacciono.
Non c’è urlo nel cuore ma tacito
assenso al giorno che declina.
Non oso sfidare il viola del cielo e
chiusa nel mio io rinverdisco ricordi.
Rivedo tratturi che, ancora oggi,
si perdono nel mare.
Struggente è sempre la musica delle acque,
quasi un richiamo...
Mi aggrappo, poi, alle vetuste tue braccia e
ondeggio sull’erba pervasa di vento.
E mi ritrovo fanciulla a rubare
frutti di porpora per saziare l’arsura.
Riodo pettirossi, belar di agnelli e
canti lontani... e mi perdo nel tempo.
Mi scuotono, poi, i cingoli di un trattore e
mi colpisce l’uomo della terra.
Sa di sole e pioggia ogni sua ruga
forgiata sul volto e sulle mani.
Col suo sudore ha fecondato la terra:
unica certezza, ancora oggi...
All’improvviso intrisi di antichi odori
mi paiono sassi, zolle e persino l’aria...
strano, sono nel crepuscolo
gli albori degli anni miei fanciulli
e delle voci care!
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