Predatori del Silenzio
Scivolo
sul lago buio
delle mie palpebre chiuse
come la penna di un musicista
sul pentagramma
intento ad accogliere
ciò che in me
insistentemente
cerca dimora.
Come pausa tra le note
si dilata
lo spazio tra i pensieri
nell’attesa di un segno
di una melodia
senza tempo.
Ma il quieto lago
dei miei occhi
improvvisamente s’increspa
ribolle
di un’atavica insorgenza
che
per tema di sua vita
selvaggiamente
conquista ogni intervallo
annulla
ogni fervida distanza.
Ombre delle Idee
come insonni predatori del Silenzio
senza sosta
scandagliano i confini della mente
a difesa
della sua incerta identità
sommatoria
impossibile
di una essenziale
delirante
cacofonia.
©
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