Satira per gradire
Peppe Cassese
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E’ il grido inascoltato dell’agrore
che s’alza in questo cielo nel clamore
di chi aspetta invano che il cantante
non stecchi e si dimostri confortante.
Si copre di catrame quella faccia
di chi nel buio stilla una minaccia
convinto a modo suo di stare bene
col vento con la terra e l’etilene.
La satira col niente si accapiglia
col male e puntualmente si attorciglia
intorno ai tuoi trascorsi e l’avventura
si perde dentro un fosso e si frattura.
E’ il topico cavallo imbizzarrito
che traccia le sue doglie con un dito
sopra la sabbia grigia squinternata
che un tempo era bianca e immacolata.
Non piange non si lagna ma tormenta
convinta che con uno ne fa trenta
puntando le sue misere scommesse
su pagine disperse e mai dismesse.
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Peppe Cassese
Commenti (2)
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Loretta Zoppi25 ottobre 2017
Con una perfetta analisi e con un ritmo ineccepibile questa lirica si evidenzia nel ristagno generale che si respira a tratti nella poesia contemporanea. Ciò mi conforta e mi fa ben sperare . All’autore va il mio applauso sincero.
Giacomo Scimonelli25 ottobre 2017
Un verseggiare sempre coinvolgente... le parole danno vita al pensiero dell’autore che riesce, con la sua incisività e fantasia, a disegnare dei veri quadri ...disegni chiari che contengono il sentire di chi ama comunicare, anche con la satira, le proprie idee e le sensazioni che possono scuotere le coscienze di ognuno...

