Nella selva di Vlad
Vito Marco Giuseppe
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Sinistro e beffardo
il fruscio del vento
che sbatte sui rami scheletrici.
Filtra tremante la luce lunare
attraverso il fogliame annerito
dalle tenebre oscure.
Un incubo reale,
da cui nessuno mi può salvare;
prigioniero nel bosco infernale,
stordito dal silenzio spettrale.
Non posso svegliarmi,
non riesco a voltarmi...
Nel baglior d’un fulmine improvviso
scorgo la sagoma del Conte Vlad
mentre avanza la sua ferocia alle mie spalle.
Implora la mia anima
in un macabro balletto di luna piena,
malefico è il brivido che mi pervade
nel battito del cuore che mi percuote.
©
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L'autore
Vito Marco Giuseppe
Commenti (1)
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Stefano Drakul Canepa27 ottobre 2017
Mi piacciono molto queste atmosfere spettrali, la poesia merita è misteriosa e ben scritta. B r a v o

