Ci sono poeti
Ci sono poeti che scrivono poesie
ma che belle poesie scrivono i poeti.
Ci sono poeti che si fanno chiamare poeti
che bei nomi hanno i poeti, proprio come le loro poesie.
Ci sono poeti che non ti guardano mai negli occhi
non ti degnano nemmeno di uno sguardo
davanti a sè hanno solo il bagliore
dei loro versi che splendono in una fredda platea.
Ci sono poeti che hanno la bacheca piena di trofei
e quando non vincono la rabbia li uccide
e tra poeti si commenta “eran più belle le mie”.
Ci sono poeti che pubblicano libri di poesie
libri di poesie che mai nessuno leggerà
belle copertine e pagine patinate
e come uno scambio di figurine
riempiranno gli scaffali di poeti esaltati.
Io ad esempio non scrivo poesie
ma vi vomito in faccia le mie gioie e le mie malinconie
lo faccio per bisogno, per una mia necessità
per non sprofondare definitivamente nella follia
e nella mia viltà.
Io ad esempio non partecipo ai concorsi di poesie
non ho una bacheca piena di riconoscimenti
non ho poesie cosi belle e fosforescenti
ma solo questa rabbia e questo fremito
questa inutile sensibilità
e la regalo a chi ha la necessità
di leggere il pensiero di un uomo
in tutta la sua onestà.
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Commenti (1)
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Antonella Garzonio12 novembre 2017
Ci sono poeti che sono artisti, che rappresentano la parte nascosta della loro anima, vivono di sogni e li raccontano agli altri più o meno bene, oppure trovano nello scrivere uno sfogo, come se la poesia sola fosse in grado di ascoltare e lenire i loro tormenti (e ci riesce).ognuno di noi ha nel poetare una sua motivazione, certo è che non bisogna mai forzare e neppure pavoneggiarsi dietro vuoti trofei. Tutti comprendiamo il significato delle bacheche piene e molto spesso non sono neppure immagine di qualità e bellezza. Io credo che la cosa più importante al di là dei concorsi che saltuariamente pure non disprezzo, sia donare emozioni, donare parte di se stessi in verità e in tutta onestà come dice l’autore.
