Fiaba
L’uomo
non conosceva la luce delle stelle
non conosceva il fondo del più profondo
la bellezza del corallo nel mare trasparente
dove si genera il sogno.
E viveva felice
coltivando la sua pazzia
nel giardino dell’effimera certezza
dove la morte eterna
era una voragine senza ritorno.
Molte volte usciva a perlustrare la notte
quasi a sfiorare l’orizzonte
con la sua barchetta solcava l’onda
incuriosito dall’alba e dalla voce di Dio
che rimbombava nella sua solitudine.
L’uomo disegnava strane sagome
era libero ma non lo sapeva
cercava disperatamente la catena
per cancellare l’illusione e la noia
e incatenare l’anima
in un bacio di fanciulla
per allontanare il dolore
dal distacco dell’amore che viveva rinchiuso
nel ventre della terra
nel sangue della madre
e nell’eco primordiale di una eterna primavera.
©
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